Sono tante le domande che un neofita nel burraco si pone fin dalle sue prime esperienze ed una di quelle, c’è da scommetterci, riguarda i movimenti Mitchell e Danese. Da dove provengono?

Essi sono un “retaggio” quasi sempre in disuso proveniente dal bridge ed applicato qui in Italia nei tornei di burraco per gestirne lo svolgimento. Si tratta di una soluzione che di solito è in grado di accontentare le necessità di gioco di tutti. Ricordiamo che per ciò che concerne il torneo di burraco i tavoli sono numerati nella sequenza stabilita dall’arbitro e per ognuno di essi è prevista la presenza di quattro giocatori costituendo due coppie o linee per tavolo: NordSud contro EstOvest.
Quando si gioca a coppie o squadre le stesse si iscrivono come tali e rimangono immutabili per tutta la durata della manifestazione mentre quando il torneo è di tipo individuale ogni giocatore si iscrive singolarmente e l’abbinamento ad altri partecipanti varia a ogni turno. E’ qui che entrano in campo i due sistemi.
Il sistema Danese prevede il primo classificato contro il secondo, il terzo contro il quarto e cosè via mentre nel sistema Mitchell i giocatori della linea NS giocano sempre allo stesso tavolo mentre i giocatori della linea EO si spostano di uno o più tavoli a discrezione dell’arbitro.
Non deve stupire quindi che quando si organizza un torneo di burraco su 4 smazzate si favorisca l’uso di tre mani Mitchell ed una danese: è quella che nonostante tutto dà migliori risultati quando applicata nel gioco.
In molti tornei di circolo si effettuano tre smazzate Mitchell e la quarta danese. A mio parere la quarta smazzata (quella danese) dovrebbe stabilire chi fra le due prime vincenti delle 3 smazzate Mitchell dovrà essere classificata prima e chi seconda e non mettere in dubbio tutto il punteggio già acquisito nelle tre smazzate precedenti. Con la somma totale può succedere che chi si è classificata prima o seconda nelle tre smazzate Mitchell possa addirittura scalare al quinto posto nella somma totale. Cosa ne pensate?